Il palazzo della Società Filarmonica di
Trento
Progetto di Emilio Paor (1903 -
1905)
Sin
dal secolo scorso, la Società Filarmonica di Trento s'adoperava per
ottenere una sede, funzionale all'allestimento dei concerti e alle
esigenze della Scuola musicale, discutendo l'argomento nelle riunioni
sociali a partire dal febbraio 1884. Sul finire del secolo la
disponibilità di spazi adeguati divenne necessità, conseguentemente ai
provvedimenti del Comune di Trento che inibiva l'uso della sala municipale
per gli spettacoli concertistici e chiudeva il Liceo musicale. L'allora
presidente del sodalizio, Carlo Chiappani, reagì immediatamente avviando
le trattative per la costruzione d'un apposito edificio, definito "casa
della musica", identificandone la dislocazione in un terreno comunale in
via Alessandro Vittoria.
Del
progetto veniva incaricato l'architetto di Trento Emilio Paor (1863 -
1935), noto per il suo indirizzo neorinascimentale nella costruzione e nei
restauri di chiese trentine (quella del SS. Sacramento a Trento, e il
rifacimento della facciata di S. Maria Maggiore). Nel 1901 il Paor rendeva
pubblica una prima soluzione costruttiva. Nell'anno successivo,
precisamente il 24 dicembre 1902, il Comune concedeva il permesso di
fabbricazione e il 26 marzo 1903 l'assemblea generale dei soci filarmonici
approvava all'unanimità la proposta.
Intanto
il Paor aveva modificato il precedente progetto, semplificando la
struttura della facciata, cambiando la disposizione delle stanze, la
lunghezza dell'edificio con la sala portata da 22 a 24 metri. La nuova
spesa preventivata era di 119.509 corone contro le 90.000 del 1901.
Il
terreno e le casupole sul quale era stato progettato il fabbricato furono
acquistati dalla Società Filarmonica il 4 maggio 1904 per 10.000 corone.
Per coprire le spese vennero raccolte 51.000 corone con azioni
sottoscritte dalla cittadinanza, mentre altre 60.000 furono prese a mutuo
dalla Cassa di Risparmio di Trento.
L'edificio
fu portato a termine in un anno, e inaugurato con un concerto il 30 maggio
1905. Oltre al sotterraneo vi erano al piano rialzato 8 stanze e un
appartamentino per il portiere, al primo piano la sala dei concerti e due
salette per le prove, al secondo tre stanze e le logge verso la parte alta
della sala. Salvo poche modifiche al piano rialzato, la palazzina si
presenta tuttora come venne costruita nel 1905.
Il
costo dell'opera, per alcune spese non previste, salì a 127.516 corone.
L'elenco dettagliato suddivide in singole voci il costo complessivo:
41.873 corone all'impresa costruttrice di Luca Lorenzi e Giuseppe Scotoni,
21.246 corone a Giorgio Paor per aver fornito la travatura in cemento
armato, 11.316 corone al falegname Ferdinando Wolf, 6.547 corone alla
ditta di Giovanni Fozzer per i marmi e scalpellini, 4.061 corone ad
Antonio Fasana per le decorazioni in gesso, ecc.
Il
progetto ideato dalla Direzione della Società Filarmonica non si limitava
a considerare la parte architettonica e muraria, ma prevedeva anche gli
"accessori" indispensabili all'utilizzo in primo luogo della grande sala:
un pianoforte e un organo. Con la costruzione della palazzina la Società
Filarmonica poneva le basi per un suo rafforzamento istituzionale dando
nel contempo un concreto fondamento alla rinascita della vita musicale
cittadina.
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