Babel, etnos Live Quartett biografia - Filarmonica_Trento

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Giovedì 17 ottobre, Sala Filarmonica ore 20.30
TST - Third Stream Trio
 Gabriele Mirabassi, clarinetto
 Emilio Galante, flauto
 Enrico Zanisi, pianoforte
 
 
Nel programma presentato dal Trio figurano alcune riletture, attraverso la pratica improvvisativa, di musiche della tradizione sette-ottocentesca: alcuni Lieder di Schumann, un’opera giovanile di Mozart, il Quartetto KV 158, scritto durante il viaggio in Italia fra Rovereto e Milano, Busoni che rilegge Mozart (il Duettino Concertante nach Mozart), la Siciliana in sol minore di Bach trascritta dalla versione di Bill Evans, che la fa diventare un Valse in 3/4, Charlie’s Prelude (reso noto nelle versioni di Duke Ellington e Don Byron) una sorta di lettura-ragtime del quarto Preludio di Chopin, e, sempre di Chopin rivisitato, il Valse n. 2 op. 34, sorprendentemente in 2/4.
Sia nel caso di Busoni che di Bill Evans o di Chopin, si tratta di riletture, in un percorso che svela uno dei caratteri tipici della nostra cultura, dove l’originalità si appoggia sempre su una sovrapposizione continua di testi del passato. In programma anche due composizioni originali senza riscrittura improvvisativa, il Trio in mi minore di Busoni e il Choro n. 2 di Villa Lobos. La Società Filarmonica ha dedicato nella Stagione 2019 un spazio privilegiato al clarinetto invitando alcuni dei solisti più noti del panorama nazionale. Ne è perfetto complemento la figura di Gabriele Mirabassi, il clarinettista jazz più importante della scena odierna, con una fisionomia musicale molto articolata, che lo ha portato ad eccellere anche nella musica cameristica e nella musica brasiliana, della quale è diventato un interprete ricercatissimo, anche in Brasile.
Giovedì 24 ottobre, Sala Filarmonica ore 20.30
“Classical To Jazz” Duo Pure
Olivia Trummer, pianoforte e voce
Nicola Angelucci, batteria
Gli opposti si attraggono e possono vivere in simbiosi! Con il suo progetto “Classical To Jazz”, la pianista e compositrice tedesca Olivia Trummer accetta la sfida di fondere, anche se apparentemente sembrano due generi contrapposti, la musica classica con il jazz. Nel batterista italiano Nicola Angelucci trova un’anima gemella musicale che contribuisce a questo progetto come partner congeniale. Olivia Trummer certamente non è la prima musicista a chiedersi come sposare la dinamicità e il tocco sofisticato associato alla musica classica, con la spontaneità, la libertà e l’energia associate al jazz. Il suo modo di rispondere a questa domanda però è molto originale a causa della sua evoluzione musicale: sin dalla prima infanzia, da sua madre, riceveva lezioni di pianoforte classico e tutto le veniva insegnato esclusivamente a orecchio. Contemporaneamente lei sentiva (e seguiva) anche la voglia di improvvisare e comporre. Con “due anime che vivono nel suo seno” ha continuato a studiare sia jazz che pianoforte classico all’Università di Musica di Stoccarda e alla Manhattan School of Music di New York, diventando una vera e propria madrelingua in entrambi i generi. Tuttavia “Classical To Jazz” non passa bruscamente da un genere all’altro ma cerca di essere ispirato da entrambi e di far emergere una nuova e distinta voce musicale dai due poli.
Il duo eseguirà composizioni ispirate alle opere di Bach e Mozart creando con arguzia e immaginazione complessi arrangiamenti, che lasciano però molto spazio ai singoli musicisti per emergere come improvvisatori. Le parti vocali di Trummer durante la performance, aggiungono una dimensione alla gamma di suoni e interazioni del duo. Finalità del duo è dimostrare che bellezza e complessità non devono essere opposti.
Giovedì 31 ottobre, Sala Filarmonica ore 20.30
Salvatore Maiore Quartetto a corde
Peo Alfonsi, chitarra classica
Giancarlo Bianchetti, chitarra classica 7 corde
Maria Vicentini, viola
Salvatore Maiore, violoncello

Il quartetto riunito dal contrabbassista e violoncellista sardo Salvatore Maiore dà vita a un progetto basato sulle musiche composte dal leader. Musiche che fanno parte di una nuova produzione discografica dal titolo “Infinito” e che si nutrono delle esperienze già condivise nonché della grande passione per la musica latinoamericana, da cui Maiore trae ispirazione. L’impostazione cameristica, la speciale cura del suono e un gusto particolarmente attento per la ricerca ritmico/melodica e la forma, sono le caratteristiche principali del quartetto. Gli arrangiamenti ritmici per le due chitarre, ispirati a danze di tradizione popolare sudamericane o mediterranee, sono il territorio perfetto in cui viola e violoncello sviluppano le loro linee melodiche. Una formazione inusuale nata dall’esigenza di recuperare una dimensione acustica del suono e un respiro che prendono ossigeno sia dalla libertà offerta dall’approccio improvvisativo, terreno su cui i quattro musicisti si confrontano ormai da alcuni decenni, sia dall’approccio cameristico che mette in luce le loro qualità timbriche e interpretative, frutto di una formazione accademica. Queste qualità non comuni offrono al compositore la possibilità di tessere strutture formali estese, evitando lo sviluppo ciclico della forma chorus, tipico di una parte estesa della produzione jazzistica. Questa musica al contrario cerca una relazione paritaria tra scrittura e improvvisazione, nel tentativo di lasciare al contempo la fluidità e la naturalezza garantiti da un impianto ritmico popolare.
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