Meyer, Mönkemeyer,Youn biog. - Filarmonica_Trento

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Sabine Meyer, clarinetto
Nils Mönkemeyer, viola
William Youn, pianoforte

 
Sabine Meyer è riconosciuta tra i più importanti solisti dei nostri giorni. A lei si deve una rinno-vata posizione di rilievo in campo concertistico del clarinetto. Nata a Crailsheim, ha studiato con O. Hermann a Stoccarda e H. Deinzer ad Hannover, per poi intraprendere la carriera orchestrale cominciando dalla Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e nei Berliner Philharmoniker. La sua bravura l’ha portata nei più importanti centri msicali d’Europa, Stati Uniti, Giappone e Cina, invitata da più di trecento orchestre. Si dedica con passione alla musica da camera, dove esplora un’ampia gamma di repertori con artisti quali Daniel Müller-Schott, Bertrand Chamayou, i Quartetti Armida e Modigliani. Artista brillante e innovativo Nils Mönkemeyer è rapidamente diventato uno dei violisti di maggior successo, in costante crescita. In esclusiva con Sony Classical, ha all’attivo una vasta discografia insignita di premi prestigiosi. Dal 2011 insegna all’Università delle Belle Arti di Monaco. Pianista pluripremiato, William Youn è apprezzato dai critici per la squisita tecnica e musicalità. Dopo aver studiato in Corea e Stati Uniti, si è perfezionato all’Università di Hannover e all’Accademia Internazionale del Lago di Como. Trasferitosi a Monaco, suona in tutto il mondo, da Seoul a New York con le orchestre più celebri e in formazioni da camera. Ha inciso tutte le sonate di Mozart con la Oehms Classics.

“Oggi Robert ha terminato quattro brani per pianoforte, clarinetto e viola, e ne era molto soddisfatto. Crede che la raccolta per questa formazione sia estremamente romantica”. Con queste parole Clara Wieck Schumann commenta nel diario di famiglia la genesi di Märchenerzählungen op. 132. Si tratta della penultima opera cameristica di Schumann, scritta in tempo record a Düsseldorf tra il 9 e l’11 ottobre 1853. Il titolo – Racconti fiabeschi – non va inteso come un preciso rimando letterario, ma suggerisce un’atmosfera timbrica “dall’effetto assai particolare”, come dichiarò il compositore stesso. La fonte d’ispirazione è qui chiarissima: si tratta di un omaggio a Wolfgang Amadeus Mozart e in particolare al suo celebre Trio KV 498, concepito proprio per lo stesso organico. L’appellativo “Kegelstatt-Trio” si deve alle circostanze di composizione: una partita a birilli a casa dell’amico Nikolaus Joseph von Jacquin a Vienna nell’agosto 1786. Alla prima esecuzione partecipano la giovane figlia del padrone di casa, Franziska von Jacquin, al pianoforte, il clarinettista Anton Stadler (celebre dedicatario del Concerto KV 622) e Mozart alla viola.
Gli Acht Stücke op. 83 risalgono all’ultima fase creativa di Max Bruch e segnano il suo ritorno alla musica da camera dopo una lunga carriera consacrata in primis alla musica sinfonica. Dedicata al figlio clarinettista Max Felix, la prima versione di questa pagina risale al 1908 e prevede anche un quarto strumento, l’arpa. Due anni dopo, in occasione della pubblicazione per l’editore Simrock di Berlino, un’ulteriore revisione per trio. La parte per clarinetto fu inoltre adattata anche per violino per “consentire a questi brani maggiore diffusione”. Stasera ascoltiamo quattro degli otto pezzi della raccolta, tra cui anche gli unici due che portano un titolo: Melodia rumena e Notturno, due splendidi canti intrisi di nostalgia.



Barbara Babić

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