Note al programma Notos Piano Quartet del 17 marzo 2022

13 Marzo 2022 | News

Notos Piano Quartet
Sindri Lederer violino
Andrea Burger viola
Philip Graham violoncello
Antonio Köster pianoforte

W.A. Mozart (1756-1791)Quartetto per pianoforte n. 2 in Mi bem. magg. K 493
Allegro –  Larghetto – Allegretto

C. Galante (*1959)
Racconti in forma di quartetto
L’arpa di Saturno – Fantasmi a colazione – Waiting (in vain?) –Incontri imprevisti

J. Brahms (1833-1897)
Quartetto per pianoforte n. 2 in La magg. op. 26
Allegro non troppo – Poco Adagio – Scherzo. Poco Allegro. Trio – Finale. Allegro

Note al programma

Racconti in forma di quartetto, quattro quadri di vita quotidiana. Il brano evoca, in una chiave a tratti umoristica, quella melanconia “quotidiana”, parte della vita terrena, che caratterizza e a volte condiziona l’esistenza di ogni essere umano. L’arpa allude alla dimensione melanconica del canto sin dal titolo, nel quale l’arpa, strumento tradizionalmente legato ad Apollo, divinità del melos, diventa pertinenza di Saturno, astro che viene associato alla melanconia. Fantasmi è un pezzo dal carattere umoristico ispirato ai pensieri più misteriosi che colgono l’essere umano nella quotidianità. Waiting è una semplice canzone d’amore, centrata sul tema dell’attesa. Incontri allude a una passeggiata in una città frenetica e agli incontri bizzarri che possono avvenire durante il cammino. Carlo Galante

Oltre ai quartetti per archi, Mozart scrive due quartetti per pianoforte, opere pionieristiche (lo strumento era agli esordi). Il primo movimento di questo quartetto ha un’abbondanza di temi lirici che si espandono a volontà. Il più incisivo è quello che stabilisce la chiave dominante, introdotto dal pianoforte e subito ripreso dal violino. Questa idea nutre tutto lo sviluppo, gli archi si impegnano in un serrato dialogo imitativo su rapide scale e arpeggi del pianoforte. Il Larghetto, in forma sonata, è un movimento intenso, con uno sviluppo appassionato che inizia con una drammatica rilettura della frase di apertura – momento che riecheggia, con un nuovo tocco, all’inizio della coda, ricca di melodie aggraziate e vivaci. Al centro uno spunto che inizialmente sembra essere semplicemente transitorio ma tornerà più volte: un brusco unisono per i tre archi a cui risponde una frase sincopata implorante al pianoforte.

Una delle innovazioni di Brahms è quella che Schönberg chiama variazione in sviluppo: una serie di cambiamenti relativamente piccoli ai temi, trasformati gradualmente in qualcosa di nuovo. Ne è un esempio chiaro il primo movimento di questo quartetto, in cui il motivo iniziale viene progressivamente esteso e variato. L’affascinante e lungo Poco Adagio è più libero nella forma, le sue belle melodie sono accompagnate da trame degli archi con sordina e arpeggi del pianoforte. Il grazioso tema dello Scherzo è interrotto dalla potenza del fortissimo Trio, dove il pianoforte e gli archi competono per far valere le proprie ottave. Questa potenza sprigionata continua nel Finale dal sapore ungherese con la sua coda ancora più energica.

Alessandro Arnoldo

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